I primi 40 anni del telefonino

telefoninoIl 3 aprile del 1973, Martin Cooper, un ingegnere della Motorola, fece la prima telefonata con un cellulare.

Sono passati 40 anni e il telefono cellulare è diventato uno degli oggetti più utilizzati del mondo. Ormai, per moltissimi, è semplicemente inimmaginabile fare anche solo un passo senza il proprio telefonino.

Lo si porta ovunque, al lavoro come al supermercato, e a casa, in tanti, stanno ben attenti a tenerlo vicino anche se devono semplicemente andare alla toilette o spostarsi da una stanza all’altra della propria abitazione.

Il cellulare ha stravolto le abitudini individuali e le aspettative sociali. Se prima della diffusione dei telefoni fissi si comunicava per lettera, attendendo magari per mesi una risposta, oggi le comunicazioni sono per lo più immediate.

Ma il telefonino è anche uno degli strumenti più controversi, perché se da un lato ci ha aperto la strada a comunicazioni facili e immediate, dall’altro ha fortemente ridotto i nostri spazi di riservatezza.

Riuscire a mantenere uno spazio privato, sottraendosi alle chiamate, è diventato psicologicamente sempre più difficile. Certo, è sempre possibile spegnere il cellulare, o magari filtrare le chiamate, decidendo se, quando e a chi rispondere, ma l’aspettativa sociale tende a richiamarci a una sorta di nuovo obbligo di permanente reperibilità.

Pro e contro dell’innovazione tecnologica portano così a un complicato intreccio di desideri, possibilità e aspettative, senza consentirci mai di capire se davvero certi prodotti hanno migliorato la nostra qualità di vita
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